
Chiunque può prenderli.
Le briciole di Pollicino
Perché stiamo seminando la città di Arte Randagia
Questa è una piccola autobiografia scritta mentre la nostra storia è ancora in corso. Ci piace camminare per le strade della nostra città. A volte ci succede una cosa strana: tante persone conoscono le nostre opere, ma poche ci riconoscono quando ci incontrano. Le nostre creazioni hanno iniziato a viaggiare più velocemente di noi. Loro sono rimaste uguali. Noi invece continuiamo a crescere. Cambiamo altezza, voce, pensieri e sogni. Un giorno forse qualcuno conoscerà ancora le nostre opere, ma non riconoscerà più i bambini che le hanno create. E forse va bene così. Perché le cose che amiamo non devono sempre rimanere ferme vicino a noi. Devono poter partire. Devono poter incontrare qualcuno. Devono poter raccontare una storia anche lontano da chi le ha create e chi le incontra può custodire un piccolo pezzo del nostro viaggio.
Le nostre briciole nel tempo
Quando lasciamo una piccola opera per la città ci sentiamo un po' come Pollicino. Anche lui lasciava delle briciole lungo la strada. Ma forse le nostre briciole hanno un significato diverso. Non servono per ritrovare la strada di casa. Servono per ritrovare il tempo. Un piccolo gatto colorato, una banconota trasformata in un'opera, un pallone dipinto. Oggetti semplici che, per un momento, interrompono la normalità di una giornata. Chi li incontra magari sorride. Magari si ferma. Magari si domanda chi li abbia creati. E in quel momento una piccola scintilla passa da una persona all'altra. Oggi chi trova una nostra opera vede un disegno, un oggetto colorato, una piccola creazione. Ma forse un giorno, quando saremo grandi, noi potremmo ritrovare qualcosa di molto più importante. Potremmo ritrovare due bambini. Due bambini che giocavano insieme. Due bambini con le mani sporche di colore. Due bambini che creavano senza pensare a cosa sarebbero diventati. Potremmo entrare nella casa di una persona amica e vedere una tela dipinta tanti anni prima. Potremmo trovare una nostra creazione nascosta tra le pagine di un libro. Potremmo incontrare per caso una delle nostre briciole lasciate per la città. E in quel momento non ritroveremo soltanto un'opera. Ritroveremo un tempo. La nostra infanzia. A noi non interessa conservare i nostri quadri chiusi dentro un armadio. Non vogliamo mettere i nostri ricordi in una scatola dove nessuno possa vederli. Vogliamo custodire il momento in cui quelle opere sono nate. Il momento del gioco. Perché il gioco, per un bambino, non è una cosa poco importante. È il modo più serio per scoprire il mondo. Quando un bambino gioca a essere un artista, in quel momento è davvero un artista. Quando un bambino immagina qualcosa, quella cosa esiste davvero nel suo mondo. Lasciare le nostre opere in giro per la città è il modo più bello che abbiamo trovato per conservare quella libertà. Un giorno forse qualcuno vedrà uno dei nostri gatti dipinti, un pallone decorato con enormi occhi, una piccola opera lasciata per strada. Loro vedranno un oggetto. Noi vedremo Francesco e Ginevra. Due bambini che stavano giocando. Due bambini che non sapevano ancora dove li avrebbe portati la loro fantasia. Due bambini felici semplicemente perché stavano creando.
Il regalo di papà
Anche questo sito nasce con lo stesso spirito. Papà lo ha creato per conservare una piccola traccia del nostro viaggio. Non per decidere dove dovremo andare. Non per ricordarci chi dovremo diventare. Ma per lasciarci un luogo dove tornare. Un luogo dove, un giorno, potremo ritrovare quei bambini e il loro sguardo sul mondo. Perché crescendo cambieranno tante cose. Potremo continuare a dipingere. Potremo scegliere strade completamente diverse. Potremo diventare persone molto lontane da quelle che siamo oggi. E andrà bene così. Ma qui resterà una cosa importante: la testimonianza di due bambini che hanno avuto la fortuna di vivere un tempo pieno di fantasia, incontri e possibilità. Questo sito è una piccola briciola lasciata nel tempo. Un messaggio dal passato al futuro: "Guardate quanto eravate felici mentre giocavate." Forse questo è il regalo più grande che un papà possa lasciare. Non un ricordo di ciò che dovrete essere.
Ma un ricordo di ciò che siete stati.
Papà Domenico





















