
Secondo tempo
"Secondo Tempo": l'installazione diffusa che trasforma la città in un campo da gioco
"Papà, tu quando eri bambino hai visto l'Italia diventare campione del mondo?"
La domanda è arrivata all'improvviso, mentre eravamo sul divano a guardare una partita dei Mondiali in televisione. Ginevra, dieci anni, mi ha guardato e ha chiesto proprio questo. Ci ho pensato un attimo.
"Sì".
E mentre lo dicevo mi sono reso conto di quanto fosse grande la distanza tra il mio ricordo e il loro presente. Alla sua età io avevo già vissuto un'emozione che per loro sembra lontanissima: avevo visto l'Italia vincere un Mondiale. Ricordo le bandiere alle finestre, gli abbracci per strada, le piazze gremite e quella sensazione bellissima che, almeno per una sera, tutto il Paese stesse tifando insieme. Lei è rimasta in silenzio per qualche secondo, poi ha detto una cosa semplicissima:
"Io invece non l'ho mai vista".
Neppure Francesco.
Per loro la distanza è ancora più grande. Non hanno mai visto l'Italia vincere un Mondiale. Non hanno nemmeno avuto la possibilità di vederla giocare una Coppa del Mondo. Hanno dieci e dodici anni, seguono il calcio, conoscono i giocatori, studiano le formazioni, litigano per un fuorigioco e trasformano ogni giardino in uno stadio. Eppure, per loro, il Mondiale è sempre stato quello degli altri. Quella frase è rimasta lì, sospesa. Qualche giorno dopo, però, è successo qualcosa che avrebbe dato inizio a una nuova partita.
Vecchi palloni da buttare
Un giorno, stanco di vedere in giro due vecchi palloni apparentemente abbandonati, li ho raccolti per gettarli via. È stato in quel momento che Ginevra mi ha bloccato con aria severa: "Non ti permettere! Non buttare i miei palloni!" Le ho spiegato che erano ormai vecchi, consumati, forse non servivano più a nulla. Lei mi ha risposto senza esitazione: "E che vuol dire? Ci si può giocare ancora! Brutti? Sarai brutto tu". Per proteggerli, Ginevra li ha sottratti dalle mie mani e, con i suoi colori, ha disegnato su ciascuno due grandi occhi. Da quel momento non erano più semplici oggetti: erano diventati "qualcuno". Avevano un volto, una storia e forse ancora qualcosa da raccontare. A guardarli negli occhi sembrava quasi che chiedessero un'altra partita. Francesco si è seduto accanto a lei e hanno iniziato a osservarli come se fossero due vecchi compagni di squadra rimasti senza il loro club. Poi è arrivata una domanda semplice:
"E se trovassimo anche tutti gli altri palloni rimasti da soli?"
Forse era proprio quello il punto. Quei due palloni non avevano bisogno soltanto di essere salvati. Avevano bisogno di ritrovare una squadra. È così che è iniziato tutto. Senza un progetto, senza un piano, senza sapere dove saremmo arrivati. Da quel gesto spontaneo è nata un'idea: se quei due palloni potevano avere una seconda possibilità, forse potevano averla anche tanti altri. Così è nato "Secondo Tempo": perché nel calcio esiste un primo tempo, un secondo tempo, ma chi resiste fino alla fine può arrivare ai supplementari e persino ai rigori. L'importante è non smettere mai di giocare.
Una seconda chance per tornare a giocare
L'iniziativa si è trasformata in una vera e propria mobilitazione cittadina. Nelle settimane successive, attraverso i principali gruppi social aquilani, abbiamo chiesto aiuto per recuperare vecchi palloni da calcio ormai dimenticati: sfere logore, graffiate o consumate, ma ancora piene delle storie di pomeriggi trascorsi nei cortili, nei parchi e nelle piazze. La risposta della comunità è stata straordinaria e ci ha permesso di salvarne dalla discarica circa 80. Il 19 luglio i palloni invaderanno L'Aquila: saranno posizionati nei parchi giochi, sulle panchine e negli angoli della città, in attesa che un passante – e soprattutto un bambino – li raccolga per giocare. Il messaggio è semplice: questi palloni non sono oggetti da esposizione. Sono rimasti volutamente imperfetti, con piccoli interventi pittorici che li trasformano in una squadra. Ogni pallone è numerato, siglato e archiviato, ma non vuole restare fermo su uno scaffale. Vuole tornare a rotolare. Vuole essere calciato da un bambino. E proprio quando pensavamo di aver già vissuto qualcosa di speciale, è successo un altro incontro che non avevamo previsto. Durante la presentazione del progetto si è unito a questo gioco anche il giornalista RAI Andrea Fusco, una voce storica del calcio italiano. La sua partecipazione ha dato a "Secondo Tempo" quel sapore speciale: quello di una piccola partita che, all'improvviso, sembrava diventata un Mondiale.
Dai social alla strada: un viaggio nel territorio
Il passaggio dal digitale alla realtà è stato una vera avventura. Se la risposta online è stata immediata ed enorme, il recupero fisico dei palloni si è trasformato in una vera e propria spedizione geografica. Per ritirare le sfere promesse ci siamo spinti in ogni angolo del territorio, fino alle frazioni e ai paesi più lontani. Quello che era nato come un semplice appello sui social è diventato un viaggio continuo, fatto di incontri, storie e persone splendide. La fatica è stata tanta e le giornate sembravano non bastare mai, ma oggi sappiamo che ne è valsa la pena. Perché ogni pallone recuperato porta con sé una storia, un ricordo e un pezzo di questa incredibile comunità. A volte un vecchio pallone vale più di uno nuovo: quello nuovo deve ancora vivere una storia, quello vecchio ne porta già una dentro. E il 19 luglio, quando tornerà a rotolare tra i piedi di un bambino, quella storia ricomincerà. Per lui inizierà davvero il suo secondo tempo.
Il seme della meraviglia nella fioriera dei 4 cantoni.
Quella fioriera a L'Aquila non custodisce soltanto terra e radici, ma la spontanea leggerezza del gioco. Quando ci siamo accorti che un pallone dimenticato tra i fiori aveva acceso gli occhi e la voce di un bambino — "Mamma, c'è un pallone!" —, abbiamo capito di aver trovato un modo speciale per fare radicare la gioia.
Da allora, i vecchi palloni del nostro Progetto Secondo Tempo continuano a fiorire lì dentro, trasformando un angolo della città in una piccola sorpresa quotidiana, pronta a restituire stupore e a far sbocciare il sorriso di chi passa.
L'installazione "Secondo Tempo" è un gioco: prendine parte!
Questa iniziativa è totalmente interattiva. Chi incrocia lo sguardo di un pallone randagio può adottarlo liberamente e portarlo a casa, a patto di rimetterlo subito in gioco e diventare così parte di un'opera collettiva.
Come partecipare? Trova, adotta, gioca, e se vuoi colora:
Incrocia il loro sguardo: Cerca i palloni nei parchi giochi, sulle panchine e negli angoli di L'Aquila il 19 luglio. Ti stanno aspettando.
Adottali: Se ne trovi uno, è tuo! Giocaci e portalo a casa: ha una voglia matta di calpestare di nuovo l'erba e l'asfalto.
Rendici belli (Il tocco magico dei bambini): Il vero atto artistico spetta ai bambini che trovano il pallone. Con pennarelli, colori e pennelli, ognuno potrà colorarli e curare le "ferite" del tempo, trasformando ogni vecchia toppa in un disegno personalizzato.
Gioca nel rispetto della città: Questa iniziativa nasce sotto il segno del riciclo e del rispetto per l'ambiente. Invitiamo tutti i partecipanti a rimettere in gioco i palloni o a portarli a casa, evitando di disperderli. Aiutateci a mantenere L'Aquila pulita e piena di vita!
Mostraci come siamo tornati in campo: Chiunque adotti un pallone potrà scattare una foto del "prima e dopo" (o mentre gioca) e condividerla taggando i canali social dei Fratellini Margiotta, così da seguire tutti insieme il viaggio di questa Stray Art nel mondo.
Nota di tutela e decoro urbano
L'installazione ha carattere strettamente temporaneo e limitato alla sola giornata del 19 luglio. Ogni pallone sarà provvisto di un cartellino informativo per i passanti. Per garantire il totale rispetto degli spazi pubblici e del decoro urbano, i piccoli organizzatori fanno sapere che tutti i palloni che non dovessero essere adottati entro la serata verranno interamente e prontamente rimossi dai promotori dell'iniziativa. Nessun oggetto verrà abbandonato sul territorio: i palloni rimasti saranno poi ridistribuiti via social nei giorni seguenti.
In un anno speciale in cui L'Aquila è Capitale Italiana della Cultura, i Fratellini Margiotta vogliono dimostrare che la cultura e l'arte possono mettersi al servizio della comunità attraverso il gioco più semplice del mondo. L'obiettivo è riaccendere, anche se in piccola parte, la magia delle piazze e dei parchi cittadini e regalare a tutti, specialmente ai più piccoli che non le hanno mai vissute, un assaggio di quelle "notti magiche" che a noi italiani mancano ormai da troppo tempo.
A Laquila due bambini trasformano il gioco in arte pubblica: dai gatti randagi ai palloni del secondo tempo
Domenica 12 Luglio 2026.
In attesa della finale dei Mondiali, ieri abbiamo deciso di far debuttare i nostri palloni in modo originale, inserendoli in un campo da gioco d'eccezione: "Inside Out", la celebre installazione artistica di JR in Piazza Duomo. Un progetto di arte pubblica e partecipata di rilevanza internazionale che ha trasformato il cuore della città.
Abbiamo interagito con i giganteschi ritratti in bianco e nero dei cittadini dell'Aquila: i palloni sono volati tra colpi di testa simulati, parate impossibili e mani tese che sembravano pronte a ricevere il passaggio. Un mix perfetto di arte e gioco che unisce la città e le regala una nuova energia. Questi primi palloni sono stati dati in dono.
Un grande grazie a tutti coloro che ci hanno donato i palloni: la squadra è pronta a scendere in campo il 19 luglio!
Quello tra i nostri palloni e l'installazione di JR è solo uno dei tanti incontri ravvicinati che abbiamo avuto con i grandi artisti.
🐾 Scopri gli altri dialoghi con i Grandi Maestri
Luglio Sabato 18 Luglio 2026
Evento sostenuto e promosso da Arte in Bottega e dall'associazione culturale Aureart, L'Aquila.