
Nonno Arte
Il nostro primo Gallerista: l'incredibile storia di "Nonno Arte" Gaetano Michetti e i Fratellini Margiotta
A L'Aquila, quando si parla di arte contemporanea e di passioni inarrestabili, non si può non parlare di Gaetano Michetti. Questa pagina è dedicata a lui: un uomo con la forza di un ragazzino che, nonostante l'età avanzata, ha stravolto la nostra vita, diventando il primo vero gallerista dei Fratellini Margiotta.
L'incontro magico alla Galleria d'Arte Patini di L'Aquila
Tutto è iniziato un giorno qualunque, mentre percorrevamo in macchina via della Croce Rossa, un grande viale della nostra città, L'Aquila. All'improvviso, in fondo a un immenso piazzale, scorgemmo una scritta adesiva su una porta a vetri: "Galleria d'Arte Patini". Una galleria d'arte a L'Aquila! Non ne avevamo mai vista una prima.
Incuriositi, bussammo. Ad aprirci fu un vecchietto adorabile: un omino dal viso tondo e con il sorriso accogliente di un nonno. All'interno, uno spazio lungo pieno di quadri appesi alle pareti. Con la spontaneità dei bambini, Francesco e Ginevra gli chiesero a bruciapelo se potessero appendere lì anche i loro quadri.
Senza aver mai visto un loro disegno, senza sapere chi fossero, quell'anziano signore sorrise e disse di sì: "Portate tutti i quadri e i disegni che volete, li appendo io in galleria".
La nascita del nome d'arte: "Eccoli, i due fratellini artisti!"
Quel giorno conoscemmo Gaetano Michetti, un fotografo aquilano in pensione che si era messo in testa una missione eroica: tenere aperta la prima vera galleria d'arte accessibile a L'Aquila. Aveva superato abbondantemente gli ottanta anni, ma per noi era semplicemente "Nonno Arte".
Michetti creò un mondo intorno a noi. Ci faceva partecipare a tutte le sue iniziative e, in fondo alla galleria, proprio al centro della parete, c'erano due sedie riservate a Francesco e Ginevra. Essendo ancora piccoli e bassi, Gaetano li faceva salire in piedi su quelle sedie, per consegnare loro, con solennità e orgoglio, gli attestati di partecipazione. Spesso li metteva seduti in prima fila, o addirittura li prendeva in braccio.
Gaetano ha sempre sostenuto con immenso e poetico orgoglio il fatto di aver consegnato il primissimo, vero attestato ai bambini. Eppure, l'obiettivo della macchina fotografica custodisce un piccolo e dolce segreto: nelle foto dell'epoca, proprio alle spalle di Francesco, spunta un altro artista stimatissimo e molto noto in città. Una presenza importante che fa parte della nostra storia e che ancora oggi, con la sua firma e la sua arte, continua a impreziosire L'Aquila e a unire il suo affetto al nostro nel ricordare la figura di Michetti.
Ogni volta che ci vedeva arrivare, Michetti esclamava felice: "Eccoli, i due fratellini artisti!". Fu esattamente così, unendo quel dolce soprannome al nostro cognome, che nacque ufficialmente il nome d'arte dei Fratellini Margiotta.
Una galleria d'arte indistruttibile e un segreto affettuoso
La Galleria Patini aveva una particolarità unica: era quasi una "galleria itinerante". Chiudeva continuamente per contratti scaduti, permessi mancanti o locali inadeguati, ma qualsiasi cosa accadesse, Gaetano la riapriva sempre, in un punto o nell'altro della città. Una forza enorme e inarrestabile.
Usciti da scuola, ancora con il grembiule addosso, i bimbi correvano a salutarlo. I nostri veri nonni abitano lontani, e anche i nipoti di Gaetano vivevano distanti: fu così che Michetti iniziò a trattare Francesco e Ginevra come nipotini, e me – papà Domenico – quasi come un figlio.
Inizialmente, Gaetano mi chiamava spesso "Paolo". Pensavamo si dimenticasse il mio nome, e quando lo correggevamo arrossiva scusandosi. Solo molto tempo dopo abbiamo capito il dolce e doloroso segreto dietro quel lapsus e dietro la sua ostinazione a tenere aperta la galleria. Gaetano aveva perso un figlio, più o meno della mia stessa età, che gestiva un negozio di cornici e foto. Quello che stava facendo, l'amore che metteva in quella galleria e l'affetto verso di noi, era il suo modo straordinario di ricordare suo figlio. Nella sua galleria ci sentivamo tutti protetti e coccolati.
Il gioco dei Grandi Artisti e la consacrazione d'Avanguardia
Grazie alle attenzioni di Michetti, i Fratellini Margiotta diventarono rapidamente le mascotte dell'ambiente artistico aquilano. Tantissimi artisti locali entrarono nel nostro splendido gioco: il gioco di due bambini che giocavano a fare i grandi artisti. Ci hanno incoraggiati e sostenuti, finché il pubblico non ha iniziato ad apprezzare davvero i quadri, ritenendoli splendidi.
In quel momento, com'è normale che sia, qualcuno iniziò a mormorare che dietro le opere ci fosse la mano di papà Domenico. Ma la verità è che io non ho mai fatto arte in vita mia! Sono stati i miei figli a catapultarmi in questo mondo. Insieme a loro ho solo studiato i trucchi dei grandi maestri internazionali, come l'uso dello stencil ispirato a Banksy.
Michetti, però, tirava dritto come un treno. Spingeva i Fratellini più che poteva: insegnò loro a costruire le prime cornici e dedicò loro tantissimo spazio sulla sua rivista, la Rivista Patini, mettendoli più volte in copertina. Gaetano era entrato nel gioco così tanto da convincersi che Francesco e Ginevra fossero davvero due giganti. Ci diceva sempre: "Non sono i vostri quadri a rendervi grandi artisti, ma la vostra storia. Voi avete la storia di due grandi artisti, voi siete un movimento d'avanguardia!"
Verso L'Aquila Capitale della Cultura 2026: L'eredità di Gaetano
Prima di lasciarsi andare ai vuoti di memoria della vecchiaia, Gaetano ci fece una promessa grandiosa per il futuro: "Faremo la prima mostra personale dei Fratellini Margiotta nel 2026, in occasione di L'Aquila Capitale della Cultura. Assicurerò io i vostri quadri!".
Un giorno, improvvisamente, è arrivata la telefonata che non avremmo mai voluto ricevere: Gaetano non c'era più.
Oggi che il 2026 è arrivato e L'Aquila brilla come Capitale della Cultura, la nostra prima mostra personale sta per diventare realtà. E la dedichiamo interamente a lui. Grazie Gaetano, ovunque tu sia. Il gioco dei due Fratellini Margiotta continua, esattamente come avresti voluto tu, portando avanti la tua forza inarrestabile.









