l'albero delle storie
L'albero delle storie: quando un'opera ne genera un'altra
All'inizio non ce ne rendevamo conto.
Pensavamo semplicemente di dipingere, giocare, inventare nuove idee.
Poi, guardando indietro, abbiamo scoperto una cosa: molte delle nostre opere non sono mai rimaste sole.
Ogni storia ne ha generata un'altra.
Come succede in natura, dove un seme diventa una pianta e una pianta produce nuovi semi, anche la nostra arte ha iniziato a crescere attraverso incontri, trasformazioni e nuove nascite.
Da Osso nasce SAVE
La prima volta che lo abbiamo capito è stata con Osso.
Quel grande cane dipinto in Piazza Duomo all'Aquila era diventato un amico. Quando il murale è scomparso, sembrava che la storia fosse finita.
Invece da quel dolore è nato qualcosa di nuovo: SAVE, il suo cucciolo.
Osso non è stato cancellato.
Ha lasciato un'eredità.
Da un quadro nasce un altro quadro
Anche le nostre tele spesso non vogliono essere opere isolate.
Un colore può uscire dai bordi.
Un disegno può continuare su un'altra superficie.
Un'idea può attraversare il tempo e trovare una nuova forma.
Così ogni opera conserva un legame con quella precedente, come se tutte facessero parte di un unico grande racconto.
Da due bambini nasce una comunità
La stessa cosa è successa quando abbiamo iniziato a coinvolgere altri bambini.
All'inizio eravamo solo noi due.
Poi sono arrivate tante altre mani.
Bambini che hanno aggiunto un colore, un'impronta, un segno.
A quel punto non era più soltanto la nostra arte.
Era diventata un gioco condiviso.
Dalla strada nasce un incontro
Anche l'Arte Randagia segue questa regola.
Quando lasciamo una piccola opera in città non sappiamo dove finirà.
Potrebbe entrare nella casa di qualcuno, diventare un ricordo, incontrare una persona che non conosciamo.
L'opera continua il suo viaggio anche lontano da noi.
Forse il suo pezzo più importante non è quello che abbiamo dipinto.
È quello che succede dopo.
Un'unica grande storia
Oggi pensiamo alla nostra arte come a un grande albero.
Noi siamo soltanto due piccoli semi.
Alcune persone ci hanno aiutato a crescere, altri bambini hanno aggiunto nuovi rami, alcune opere sono diventate nuove storie.
Non sappiamo quanto sarà grande questo albero.
Ma sappiamo una cosa:
ogni volta che un'opera incontra qualcuno, nasce un nuovo germoglio.
E la storia continua.
Gli incontri che hanno trovato noi
Se guardiamo indietro, ci accorgiamo che molte delle cose più belle del nostro viaggio sono nate senza essere programmate.
Non siamo mai partiti con l'idea di cercare persone importanti.
Abbiamo semplicemente continuato a fare quello che ci piaceva: disegnare, colorare, condividere.
Poi, lungo il cammino, sono arrivate persone che hanno visto qualcosa nei nostri piccoli gesti.
A volte basta un disegno
È successo con una tovaglia di carta in una pizzeria.
Qualcuno ha visto quei segni colorati e ci ha fatto scoprire un mondo che ancora non conoscevamo.
È successo con un vecchio cane dipinto su un muro.
Per noi era solo Osso, un amico da salutare. Poi abbiamo scoperto che un'opera può diventare importante anche per una città intera.
È successo con una spiaggia.
Noi volevamo solo regalare disegni ai bambini, e invece abbiamo incontrato una persona che avrebbe conservato quel ricordo per anni.
Le persone sono nuovi colori
Ogni incontro ha aggiunto un colore alla nostra storia.
Qualcuno ci ha insegnato qualcosa.
Qualcuno ci ha incoraggiato.
Qualcuno ha semplicemente camminato per un tratto insieme a noi.
Non sappiamo mai quale sarà il prossimo incontro.
Forse sarà un artista.
Forse un bambino.
Forse una persona che troverà per caso una nostra piccola opera per strada.
Il nostro viaggio è fatto di persone
Le opere possono stare sulle pareti, sui libri, nelle scuole o nelle case.
Ma le storie più importanti rimangono nelle persone che incontriamo.
Forse è questo il vero significato della nostra arte randagia:
lasciare qualcosa in giro, senza sapere esattamente dove arriverà.
Perché ogni incontro può diventare un nuovo ramo.
E ogni ramo può far nascere un'altra storia.
