Il nostro manifesto

10.07.2026

MANIFESTO DELL'ARTE NON ORIGINALE

Di Ginevra (10 anni) e Francesco (12 anni)

«Non siete artisti perché fate quello che fanno tutti, la vostra arte non è originale».
Noi rispondiamo: «Avete ragione».
A noi non interessa essere originali. Ci interessa essere bambini.

I. Il cerchio si chiude: da Picasso a noi

Siamo nati disegnando nel nostro spazio: il mondo dei cartoni, dei fumetti, dei supereroi. Lo facciamo prendendo spunto dallo stile dei più grandi.

Maestri come Picasso, Basquiat, Schifano ed Emilio Vedova hanno passato la vita a cercare di dipingere come i bambini. Loro si sono ispirati a noi, e noi oggi ci ispiriamo a loro, tenendoci stretto il nostro stile. La vera "originalità" dei grandi maestri è stata capire, per primi, quanto la nostra arte fosse potente.

Loro cercavano la libertà espressiva che noi abbiamo per natura. Ispirandoci a loro non stiamo copiando: ci stiamo solo riappropriando di un linguaggio che appartiene ai bambini di diritto.

II. Spiderman contro la Gioconda

Se mettete un bambino davanti alla Gioconda e a Spiderman, da chi credete che andrà? Negli ospedali, gli adulti si vestono da supereroi per curare l'anima dei bambini malati. I supereroi sono una cosa seria. Per un bambino non sono solo disegni: sono simboli di protezione, giustizia e speranza.

Quando esponiamo le nostre tele, i bambini si avvicinano per farsi le foto. Sappiamo bene che vogliono un ricordo con il loro eroe, non con il "quadro dei Fratellini Margiotta". E questo ci rende felici. Non cerchiamo il plauso della critica, cerchiamo la loro scintilla.

III. L'arte ad altezza degli occhi (e dei piedi)

Le nostre mostre non sono "serie". Appoggiamo le nostre tele per terra o le appendiamo all'altezza degli occhi dei bambini. Molte sono persino calpestabili.

I nostri quadri non sono quelli di artisti accademici, ma trasmettono un'emozione profonda. Come la bambina di tre anni corsa contro il nostro Spongebob per dargli un bacetto. Ecco perché i quadri stanno a terra: vogliamo che siano vicini, calpestabili, pronti da abbracciare. Non vogliamo perderci nessuna di queste emozioni.

I nostri quadri sono nati per stare nelle camerette, nelle scuole, nei posti calpestati dai ragazzi. Abbiamo 10 e 12 anni, e abbiamo la fortuna più grande del mondo: disegnare ancora come bambini.

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