
Dacia Maraini
L'incontro con Dacia Maraini: «Ai miei artisti preferiti»
Ci sono incontri che non si programmano.
Succedono semplicemente. Altri, invece, sembrano aspettare il momento giusto per tornare.
Il nostro è nato una sera d'estate, a Tortoreto, in un lido dove Francesco e Ginevra avevano allestito un piccolo banchetto per regalare i loro disegni ai bambini che passavano. A un certo punto qualcosa attirò la loro attenzione: un gruppo di persone si era raccolto intorno a una signora.
Era Dacia Maraini.
Per gli adulti era una delle più importanti scrittrici italiane. Per loro, in quel momento, era semplicemente una signora circondata da tante persone.
Ginevra chiese: «Papà, chi è quella signora?»
Le spiegammo che era una scrittrice molto importante.
La risposta arrivò con quella spontaneità che appartiene ai bambini: «Allora andiamo a farle vedere i nostri disegni.»
E così fecero.
Con i loro fogli colorati in mano e con la loro convinzione di essere artisti, Francesco e Ginevra si infilarono tra la folla fino ad arrivare davanti a Dacia Maraini. Le mostrarono alcuni dei loro disegni, realizzati insieme alla loro amica Ilaria, e glieli regalarono.
Poco dopo Ginevra tornò sorridente: «Papà, le abbiamo regalato i nostri disegni. Ora anche lei ha i nostri quadri!»
Poi notò che tutti chiedevano un autografo.
«Possiamo andare a chiedere la firma anche noi?»
Ma Ginevra non si limitò a chiedere una firma. Chiese a Dacia Maraini una dedica e, con la naturale sicurezza dei bambini, le suggerì anche cosa scrivere: «Ai miei artisti preferiti», Ginevra e Francesco.
Dacia Maraini, però, non poteva sapere con certezza se quei due bambini fossero davvero gli artisti a cui si riferiva quella frase. Così trovò un piccolo espediente: mise tra virgolette le parole «Ai miei artisti preferiti» e poi scrisse i loro nomi. Ginevra, allora ancora piccola, non si chiese perché ci fossero quelle virgolette. Le bastava sapere che quella signora importante aveva scritto quelle parole e il suo nome. E quella dedica diventò, per Lei, un piccolo tesoro.
Poi sono passati gli anni
Oggi Ginevra ha dieci anni. E a dieci anni le cose si guardano con occhi diversi. Quelle virgolette che da bambina non avevano alcuna importanza, oggi sono diventate una questione da risolvere.
Perché le virgolette?
Dacia Maraini voleva davvero dire che erano i suoi artisti preferiti oppure stava semplicemente usando le parole che una bambina le aveva suggerito? Ginevra ha deciso che c'è un solo modo per scoprirlo: rincontrarla.
Vuole tornare davanti a quella stessa signora e chiederle, molto semplicemente: «Dacia, quelle virgolette possiamo toglierle?»
Due anni dopo, la storia continua
Ma prima che Ginevra decidesse di mettersi alla ricerca di Dacia Maraini, la storia aveva già avuto un secondo capitolo. Due anni dopo quel primo incontro, Dacia Maraini venne a L'Aquila. Questa volta Francesco era in missione per conto di Ginevra.
Aveva portato con sé proprio quel libro, con la dedica e le famose virgolette. Finalmente avrebbe potuto parlarne con Dacia. Ma la sala era strapiena, c'erano tutti i suoi compagni e intrufolarsi tra la folla non era più così semplice come quando si è bambini. Riuscì comunque a farle alcune domande, questa volta sulla sua infanzia. Voleva sapere, tra le altre cose, come fosse Dacia quando andava a scuola da bambina. E proprio mentre parlavano, accadde qualcosa che nessuno di noi si aspettava.
Dopo averlo ascoltato, la scrittrice lo riconobbe.
Si ricordava di lui.
Tra le tantissime persone incontrate nel corso della sua vita, Dacia Maraini non si era dimenticata di quel bambino che qualche anno prima le aveva mostrato e regalato i suoi disegni. Per Francesco fu una sorpresa enorme. Tornato a casa, il libro era ancora lì. Le sue virgolette erano ancora lì. Ma ormai c'era qualcosa di più importante:
il ricordo di quell'incontro.
Quell'incontro aveva lasciato una traccia. Forse è proprio questo il bello delle storie che iniziano per caso: a volte non finiscono quando sembrano finite.
Aspettano che tu cresca per poter continuare.
Quella sera a Tortoreto Dacia Maraini aveva scritto: «Ai miei artisti preferiti»
Oggi Ginevra vorrebbe soltanto sapere se quelle virgolette erano davvero necessarie. E così è nata una piccola missione: ritrovare Dacia Maraini e provare, finalmente, a toglierle. Non per avere una nuova dedica. Ma per tornare davanti a quella stessa signora, con lo stesso libro tra le mani, e farle una domanda che ha aspettato qualche anno prima di poter essere fatta:
«Dacia, quelle virgolette possiamo toglierle?»
Forse per Dacia Maraini sarà soltanto una piccola cosa.
Per Ginevra sarà la continuazione di una storia iniziata quando era ancora una bambina con i suoi fogli colorati tra le mani.
E forse le storie più belle sono proprio quelle che sanno aspettare e che lasciano qualcosa in sospeso.
Un motivo per riprendere un cammino.








