Avezzano
Dietro le quinte della nostra arte: la folle e bellissima giornata ad Avezzano
L'arte è bellezza, ma per noi è anche una meravigliosa prova di resistenza! Oggi vogliamo raccontarvi come si è svolta la nostra giornata ad Avezzano, tra piazze affollate, corse contro il meteo e un'auto decisamente troppo piccola per i nostri sogni.
L'arte di far entrare tutto in macchina (Povero papà!)
Tutto ha inizio la notte prima, con il rito del carico della macchina. Quando papà Domenico ha comprato l'auto, mai avrebbe potuto immaginare che l'avremmo trasformata nel furgone ufficiale dei Fratellini Margiotta, stipato all'inverosimile di tele e cavalletti. Il nostro problema? Vorremmo portare sempre tutti i nostri lavori: più quadri ci sono, più il posto si colora!
Purtroppo lo spazio è quello che è. Spesso dobbiamo rinunciare ai cavalletti per far entrare qualche tela in più. Il risultato? Una volta sul posto, le tele vengono appoggiate a terra, ai segnali stradali o agli alberi, usando qualsiasi appiglio ci offra la città. E c'è sempre qualche passante che, vedendo la nostra strana mostra, ci dice: "Eh, ma con i cavalletti sarebbe più bello!". Se solo sapessero che viaggiamo letteralmente sommersi dai quadri, fino a invadere l'abitacolo! Scommettiamo che in quei momenti papà pensa che sarebbe stato molto meglio se avessimo deciso di fare i calciatori: con un borsone te la cavi. Per non parlare del viaggio in autostrada, sperando sempre di non essere fermati dalla polizia: spiegare perché il lunotto posteriore è completamente coperto da SpongeBob e altri dipinti sarebbe un'avventura nell'avventura!
Una sfilata di quadri per le vie di Avezzano
Arrivati ad Avezzano si presenta il solito dilemma comune a molte città: trovare un parcheggio comodo vicino al centro. Missione impossibile. Ed è così che tutta la famiglia, mamma compresa, si trasforma in un convoglio di facchini dell'arte. Camminiamo per le vie cittadine sovraccarichi di tele, fino a raggiungere Piazza Risorgimento.
Chi ci incontra rimane a bocca aperta: quattro persone con almeno due quadri a testa che passeggiano come se nulla fosse. A noi, poi, i quadri piace farli vedere, quindi li trasportiamo con i disegni ben visibili. Questa "fotografia" della nostra famiglia in modalità mostra ambulante purtroppo non ce l'ha nessuno, ma chissà... magari un giorno un curioso salterà fuori con uno scatto rubato!
Inseguendo l'ombra a Piazza Risorgimento
Una volta in piazza, speriamo sempre di non avere uno spazio predefinito, così da poter scegliere il posizionamento migliore. Di solito cerchiamo l'ombra. Ma dato che la Terra gira instancabilmente su se stessa creando l'illusione che il sole si muova nel cielo, ecco che l'ombra si sposta, e noi ci spostiamo dietro di lei, in un continuo trasloco artistico.
Se poi si mette a piovere, scatta il piano B: ci ripariamo sotto i portici o chiediamo ospitalità a qualche locale commerciale per mettere al sicuro le tele. Ad Avezzano abbiamo vissuto di tutto: tanto sole, un acquazzone improvviso e persino un vento dispettoso che si divertiva a buttare a terra i quadri.
Il bacio di SpongeBob e la siesta sui quadri
Esporre in mezzo alla gente significa anche sorvegliare continuamente tutto. I bambini, vedendo i personaggi dei fumetti e dei cartoni animati impressi sulle nostre tele, gli corrono incontro entusiasti. C'è chi li tocca e chi, come una bambina tenerissima, ha dato un bacetto affettuoso a SpongeBob!
Con tutta questa energia non c'è tempo per una vera pausa pranzo. Per fortuna la mamma ci vizia con i suoi squisiti panini con le polpette bianche o con qualche tramezzino veloce. E subito dopo? Ci scappa un pisolino. Dormiamo letteralmente sopra ai nostri quadri. Papà ci ha scattato qualche foto mentre dormiamo sorvegliati dalle nostre stesse creature: dicono sia uno dei momenti più dolci delle nostre mostre.
Una performance di resistenza
Quando cala la sera e l'evento è terminato, si rifà il percorso al contrario. Distrutti ma felici, ricarichiamo i quadri in spalla, attraversiamo la città ormai stanchi e riempiamo di nuovo l'abitacolo.
Più che una semplice esposizione, la nostra è una vera e propria performance artistica di resistenza. Ma sapete cosa vi diciamo? Ne vale sempre la pena. Grazie Avezzano, ci hai regalato un'altra bellissima pagina da raccontare!
