
Sogno in costruzione
Due anni dopo…
Da quel giorno sono passati due anni.
In questi due anni, il disegno fatto dai bambini ha continuato a lasciare tracce, incontrando altri bambini e attraversando città. Ha viaggiato, è stato accolto, osservato e riconosciuto.
Tra le tante tappe, è arrivato fino a Montecarlo, dove ha ricevuto il Premio della Critica, e poi ha raggiunto la Fortezza Sveva di Termoli, dove il Comune ci ha aperto le porte della Fortezza e ci ha permesso di far calare dalla torre gli striscioni dedicati agli animali.
E queste sono soltanto alcune delle tappe di un viaggio che, poco alla volta, ha trasformato quell'idea iniziale in qualcosa di sempre più grande.
All'inizio era una tela.
Poi quella tela è diventata arte calpestabile.
L'arte calpestabile è diventata una passerella.
E la passerella, passo dopo passo, ha iniziato a diventare una strada.
Una strada fatta dai disegni dei bambini, dai piedi di chi l'ha attraversata e dalle persone che, lungo il cammino, hanno scelto di fermarsi ad ascoltare il suo messaggio.
Perché ci si può passare sopra a tante cose.
Ma non si può passare sopra alla vita degli animali.
Tutto era cominciato con una tela e con un messaggio semplice, ma importantissimo:
"Non abbandonarmi".
Da allora quella tela non ha mai smesso di camminare.
O forse, più semplicemente, ha continuato a farsi attraversare, lasciando dietro di sé una traccia e raccogliendo lungo la strada nuove persone, nuovi bambini e nuove storie.
Ma cosa è successo davvero in questi due anni?
Come hanno fatto alcuni disegni di bambini a trasformarsi in un'opera che non viene soltanto guardata, ma anche attraversata e calpestata?
E perché, a volte, proprio percorrendo in compagnia la stessa strada, si può imparare a guardare nella stessa direzione.
E forse è proprio quando ci si ferma che si può ascoltare.
E la strada continua
Il 4 ottobre, nell'anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco, la storia farà un altro passo.
Un'intera orchestra di giovani percussionisti salirà sulla passerella, proprio sopra i disegni degli animali realizzati dai bambini.
Nella piazza principale dell'Aquila, quei passi diventeranno suono e gli strumenti faranno risuonare il Cantico delle Creature.
Sarà un nuovo incontro tra linguaggi diversi:
le mani che hanno disegnato,
i piedi che hanno attraversato,
le mani che suoneranno.
La tela nata per dire "Non abbandonarmi" diventerà così una voce collettiva.
Ma il cammino della passerella non finirà quel giorno.
Dopo essere stata attraversata e calpestata, la lunga striscia verrà tagliata in tanti frammenti, ognuno diverso dall'altro.
Prima, però, quei frammenti torneranno a stare tutti insieme.
Ognuno diventerà un quadro, ben incorniciato, e tutti i quadri saranno riuniti in una mostra.
Sarà l'ultima volta che saranno insieme.
Poi la mostra finirà e ogni pezzo prenderà la propria strada.
Prenderanno tante direzioni.
Ma non partiranno da soli.
Ogni frammento porterà con sé il messaggio da cui tutto è cominciato e, insieme al messaggio, porterà con sé anche il percorso fatto fino a quel momento.
Perché una strada può anche dividersi in tante direzioni.
Ma non divide le persone che l'hanno percorsa insieme.
E così, proprio quando la passerella sembrerà finire, nasceranno tante nuove strade.
Un'altra traccia da lasciare.
Un altro cammino da iniziare.
Sempre tutti insieme.
E adesso?
Siete pronti a fare un nuovo disegno, per rendere la strada sempre più lunga e portare il suo messaggio sempre più lontano?










