
Papà e mamma
Papà Domenico e Mamma
Custodire un'infanzia
A noi genitori piace guardarli giocare.
Giocare con i pennelli, con i colori, con la carta, con tutto ciò che può lasciare una traccia del loro passaggio. Perché, prima ancora di essere quadri, prima ancora di essere opere, quei segni sono il racconto di due bambini che stanno crescendo. Francesco e Ginevra hanno sempre giocato a fare gli artisti. Noi abbiamo semplicemente cercato di fare quello che ogni genitore dovrebbe fare davanti a una passione dei propri figli: ascoltare, incoraggiare, accompagnare e, soprattutto, non spegnere quella scintilla di curiosità che li rende felici.
Pablo Picasso diceva:
"Tutti i bambini nascono artisti. Il difficile è rimanerlo da grandi."
Forse il senso più profondo di questa frase non è diventare tutti artisti, ma riuscire a conservare quella libertà con cui da bambini si guarda il mondo: senza paura di sbagliare, senza il bisogno di piacere agli altri, senza chiedersi continuamente se ciò che facciamo sia abbastanza bello. Noi abbiamo imparato che i bambini non sono soltanto piccoli artisti. I bambini, nella loro autenticità, sono già qualcosa di straordinario. Le loro opere vengono dopo. Prima vengono loro.
Dal quaderno di scuola ai luoghi della memoria
Una delle prime grandi lezioni ce l'ha data Francesco quando frequentava la prima elementare. Un giorno riempì una pagina del suo quaderno con un grande gesto di colore. Alla maestra sembrò uno scarabocchio e anche noi, inizialmente, facemmo fatica a comprenderlo.
Gli chiedemmo spiegazioni.
La sua risposta fu semplice:
"Perché mi sgridate? Ho fatto Emilio Vedova!"
In quella frase non c'era presunzione. C'era soltanto lo sguardo libero di un bambino che aveva trovato un modo per raccontare ciò che aveva dentro.
Oggi alcuni di quei segni, nati tra le mura di casa e sui banchi di scuola, sono custoditi in luoghi importanti, tra cui:
- la Fondazione Nazionale Carlo Collodi;
- il Conservatorio Statale di Musica "Alfredo Casella" dell'Aquila;
- Palazzo Silone, sede della Giunta Regionale d'Abruzzo;
- diverse scuole del territorio.
Ma il loro valore più grande, per noi genitori, rimane quello di ricordarci il momento in cui tutto è iniziato: due bambini davanti a un foglio bianco.
"Fai gioco"
A Francesco e Ginevra piace molto fare i ritratti di famiglia.
Noi ne siamo felici anche per un motivo molto semplice: mentre loro crescono e diventano sempre più capaci, noi nei loro disegni sembriamo ringiovanire. Un giorno Ginevra arrivò correndo da me con un foglio in mano.
"Papà, questo sei tu!"
Sul disegno aveva scritto una frase che ancora oggi custodiamo: "FAI GIOCO".
Era il suo modo, tenerissimo e diretto, per chiedermi una cosa molto più importante di un disegno: fermarmi e giocare con lei. Forse, alla fine, tutto il nostro percorso è racchiuso proprio lì. Non è iniziato da una mostra, da un riconoscimento o da una tela importante. È iniziato da una bambina che chiedeva al suo papà di giocare. E da un papà che ha avuto la fortuna di ascoltarla.








